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CONTUS DE PERDA

Raccontare, divulgare e preservare is contus attraverso sculture di pietra. Nasce così contus de perda, un iniziativa che accompagnerà la sagra anche nelle prossime edizioni. Is contus rappresentano una parte molto importante del patrimonio culturale locale, ma, per loro natura, anche la più a rischio. Contus de perda, raccoglie questo patrimonio, lo racconta, lo rende disponibile.

La leggenda della statua di San Giorgio
In un lembo di terra, tra Ollasta e Gonnosnò, un contadino arando il suo campo trovò una vecchia macina per il grano (sa moba). La scoperchiò e vi trovò una statua di San Giorgio e un vecchio libro che ne raccontava la storia. La statua venne contesa tra il prete di Ollasta e quello di Gonnosnò. Per risolvere tale contesa, caricarono la statua su un carro di buoi non giogato e lo fecero liberamente vagare. Il punto in cui si sarebbe fermato sarebbe stato il luogo in cui sarebbe sorta la chiesa del santo. Il carro iniziò il suo cammino fino alla parte alta di Sini dove si fermò una prima volta, poi prosegui fino al nuraghe. Qui sorse la prima chiesetta dedicata a San Giorgio Martire. Più tardi venne ricostruita e ampliata nello stesso luogo in cui si trova oggi.

Il racconto di Chicca Poddi
Lontano dal centro abitato di Sini, nelle vicinanze di un bosco di lecci, un nuraghe detto "domu'e frandara" era la dimora di Chicca Poddi. Non era come la comune contadinella che si poteva incontrare nelle campagne a raccogliere legna o ghiande per le bestie. Essa era una gigantessa dai lunghi seni (arrivavano fino alle ginocchia e li riponeva dietro le spalle quando lavorava) e con una forza brutale. Chi passava in quelle vicinanze poteva sentirla lavorare al suo telaio d'oro, suono comune nelle vie dei paesi in quei tempi. Un giorno, tre sinesi decisero di affrontare Chicca Poddi e di rubarle il telaio. Armati di picco, pala e un breviario arrivarono dinanzi al torrione, in apparenza disabitato, ed entrarono. Uno dei tre iniziò a leggere il breviario per allontanare gli spiriti maligni e crearsi protezione, mentre gli altri due iniziarono a scavare alla ricerca del telaio d'oro, quando all'improvviso sbucò Chicca Poddi che non diede loro il tempo di mettersi in salvo. Li colpì con i suoi lunghi seni e li scaraventò una sulla Giara, uno presso Baressa e l'ultimo in direzione di Baradili. Calata la notte, in quel lembo di Sardegna tornò la quiete. I tre sinesi, reduci da tale disavventura, con qualche livido e demoralizzati, tornarono alle loro case con la promessa di non passare più in quelle campagne.